Nelle ristrutturazioni, si possono mantenere i sottofondi esistenti?

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’utilizzo delle resine viene scelto proprio perché permettono di mantenere le superfici esistenti e di andarle a risanare, esteticamente e tecnicamente, senza dover incorrere ad alti costi e disagi di smantellamento e rimozione, trasporti in discariche varie, rumori, polveri, ricostruzioni e sovra opere.

In poco spessore, (dai 2 ai 5 mm) e senza grossi aggravi di pesi sulle strutture esistenti, si potrà avere un nuovo pavimento complanare, continuo decorato e, se il caso, impermeabile.

Naturalmente, condizione necessaria perché questo possa avvenire, è di poter disporre di un pavimento esistente che sia coeso (resistenza a trazione circa 1,5 N/mmq.), stabile, pulito ed asciutto (umidità massima del 5%). Nel caso non ci siano superficialmente questi valori, si dovrà andare a smantellare i diversi strati, parzialmente o totalmente, fino a giungere a dei supporti sani che abbiano quelle caratteristiche.

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