Domande frequenti su pavimenti industriali e impermeabilizzazioni

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Il mondo delle resine è un mondo vario con cui si possono definire e realizzare molteplici e differenti interventi. Nel campo edile, l’utilizzo delle resine lo si può avere sia in ambito civile che industriale...
Rimanendo nel campo dell’edilizia, per la loro conformazione e caratteristiche, le resine hanno molteplici vantaggi. Primo fra tutti la loro duttilità e la capacita di consolidarsi e catalizzarsi in opera, sul cantiere...
Altro indubbio vantaggio delle pavimentazioni resinose nei confronti di altri tipi di pavimenti è che la resina, una volta messa in opera, ha tempi di catalisi piuttosto ridotti...
Sebbene le formulazioni più recenti dei materiali resinosi siano realizzati in modo che l’utilizzo, la miscelazione e la stesura siano il più agevolati possibile, è molto rischioso mettere in opera col “fai da te” qualsiasi sistema in resina...
Solitamente non si prende in considerazione che l’applicazione di una resina non è solamente la parte che si può vedere e che resta a vista; per tutte le tipologie di resina (anche se ci sono delle belle differenze) ci sono sempre solitamente dalle 3 alle 5 fasi applicative.
Le resine possono essere applicate a rullo, a spatola o a spruzzo a seconda delle dimensioni della superficie da trattare...
Si, con dei particolari tipi di resina, si possono fare delle impermeabilizzazioni di balconi, terrazze, tetti, coperture, parcheggi, rampe, cisterne e vasche...
Le resine, a differenza di molti altri sistemi di impermeabilizzazione, hanno le fondamentali caratteristiche di essere continue, senza giunture, di essere in completa adesione sulle superfici, di rimanere flessibili anche alle basse temperature...
Nella stragrande maggioranza dei casi, l’utilizzo delle resine viene scelto proprio perché permettono di mantenere le superfici esistenti e di andarle a risanare, esteticamente e tecnicamente, senza dover incorrere ad alti costi e disagi di smantellamento e rimozione, trasporti in discariche varie, rumori, polveri, ricostruzioni e sovra opere...
In linea di principio le umidità degli ultimi cm dei massetti o delle piastrelle devono essere contenute entro il 4 - 5%...
Dipende molto dai cicli applicativi, dalle dimensioni dell’opera e dagli strati necessari per realizzare cicli certificabili...
I pavimenti in resina non assorbono e sono idrofobi, se non addirittura impermeabili e si possono pulire molto facilmente...
Ipoteticamente un pavimento in resina è eterno e molto resistente, perché una volta catalizzata, la resina resta inalterata nel tempo...
Dipende dai cicli resinosi. Esistono diversi tipi di formulati resinosi: alcuni sono già antiscivolo, mentre altri sono generalmente lisci e quindi facilmente pulibili...
Solitamente si, per la maggior parte delle sostanze sia acide che basiche...
No, se è stato progettato ed applicato un pavimento in resina che soddisfa questa richiesta...
Certamente sì. Esistono cicli con particolari resine in PMMA (polimetilmetacrilato) che hanno delle asciugature molto veloci e permettono la sovrapposizione dei vari strati uno di seguito all’altro...
Si, con l’utilizzo di particolari resine dei cicli impermeabili garantiti in PMMA, nella maggior parte dei casi si possono impermeabilizzare coperture industriali o civili senza lo smantellamento delle impermeabilizzazioni esistenti e dei lucernari e sovra opere esistenti...

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