Impegno etico e sostenibile per un futuro più verde

Impermeabilizzazioni in resina, la vera risposta ai problemi di tenuta all’acqua

Pavibeton è lieta di annunciare il proprio impegno crescente verso la tutela dell’ambiente, attraverso l’introduzione di prodotti green ed ecosostenibili nella nostra gamma. Questa scelta etica, alla quale crediamo fermamente, riflette il nostro impegno concreto nel promuovere pratiche più responsabili e sostenibili. Siamo convinti che ciascuno di noi debba fare la propria parte: noi di Pavibeton continueremo a lavorare con dedizione per minimizzare l’impatto ambientale, contribuendo a un futuro più verde.
Nel settore delle costruzioni contemporanee, la corretta impermeabilizzazione di lastrici, terrazzi e superfici orizzontali è cruciale, soprattutto in relazione alle mutate condizioni climatiche e all'aumento di eventi meteorologici estremi. La resina rappresenta una soluzione efficace contro le infiltrazioni, mentre il sistema di raccolta delle acque piovane spesso risulta inadeguato a causa di pluviali insufficienti o mal dimensionati, causando allagamenti e infiltrazioni. Problemi strutturali derivano anche da interventi storici e modifiche successive che compromettono il corretto deflusso delle acque. Edifici recenti, inoltre, spesso presentano configurazioni inappropriate, con pendenze irregolari e rapporti errati tra superfici verticali e orizzontali, aggravando i rischi di degrado rispetto agli edifici storici.

Oggettiva criticità negli interventi di rinnovo

La frequente presenza di sovrapposizioni di strati di materiali nelle impermeabilizzazioni di terrazzi e balconi indica una resistenza al rifacimento totale degli strati, motivata da vari fattori: elevati costi e invasività degli interventi, difficoltà logistiche e rischi di danni durante i lavori, e una carenza di competenze tecniche adeguate tra gli operatori. Questi aspetti, che persistono anche nelle rivisitazioni programmata dei sistemi di impermeabilizzazione, sono aggravati dall’uso tradizionale di guaine in doppio strato e rivestimenti in gres, che spesso complicano la gestione delle pendenze e la compatibilità con le finiture originali. In particolare, facendo un esempio con le architetture storiche come i palazzi eclettici o déco del primo ’900, le soluzioni di impermeabilizzazione devono rispettare anche l’estetica e il decoro dell’edificio, rendendo difficile l’adozione di tecniche standard come le guaine bituminose, specialmente in presenza di elementi come vetrocemento o dettagli decorativi tipici di determinati periodi architettonici.

 

Una soluzione innovativa, tanti materiali

Per molte delle problematiche sopra descritte, può essere utile adottare soluzioni che combinino impermeabilizzazione e finitura in un unico strato di pochi millimetri, capace di adattarsi alle irregolarità geometriche e di risolvere nodi critici come il rapporto con le soglie dei varchi. Queste soluzioni sono particolarmente versatili, in grado di aderire a qualsiasi materiale e finitura, risolvendo anche il delicato problema del raccordo tra superfici orizzontali e verticali, problema spesso assente nelle guaine tradizionali. Inoltre, consentono di ottenere una finitura estetica in linea con l’architettura del edificio. Ci riferiamo alle resine liquide, come quelle poliuretaniche (PUR), epossidiche (EP) e a base di polimetilmetacrilato (PMMA). Questi sistemi sono molto usati per rivestimenti e impermeabilizzazioni di superfici esposte a condizioni climatiche e sollecitazioni meccaniche, come coperture, balconi e terrazze. In particolare, le resine a base di PMMA sono caratterizzate da un ciclo di lavorazione semplice: i materiali, multi-componenti, vengono miscelati in opera e applicati come liquido con pennello o rullo. In pochi minuti, grazie a una reazione chimica esotermica, la resina si indurisce rapidamente, permettendo tempi di realizzazione contenuti. Dal punto di vista estetico, questa tecnologia offre molteplici opzioni di colori e finiture, adattabili alla superficie e allo stile architettonico dell’edificio.

Il ciclo di lavorazione delle resine impermeabilizzanti

Parliamo di come le tecniche di applicazione di determinati materiali, con varianti a seconda dei casi, possano essere comprese attraverso la descrizione delle fasi dei cicli applicativi. A esempio, viene descritto un intervento di rifacimento di una facciata di un storico edificio milanese, in cui si è reso necessario riqualificare i balconi in grave stato di degrado senza alterarne l’aspetto e la forma originale. Dopo aver ripristinato le sagome e consolidato le solette in calcestruzzo debolmente armato, si è scelto di applicare resine liquide di polimetilmetacrilato (prodotte da WESTWOOD) per accelerare i tempi di lavoro e mantenere intatte le caratteristiche estetiche e dimensionali dell’edificio.

Il ciclo di lavorazione comprende le seguenti macro-fasi:
1. Preparazione e pulizia delle superfici, con delimitazione mediante profilature di nastro adesivo per maggiore precisione.
2. Stesura di una sottile mano di primer specifico in funzione del supporto per migliorare l’adesione degli strati successivi.
3. Preparazione del materiale per l’impermeabilizzazione, miscelando la resina base con polvere catalizzatrice (prodotti WESTWOOD Wecryl R 230 THIX ) e applicandolo su dettagli, elementi puntuali e giunzioni parete-pavimento.
4. Applicazione del prodotto Wecryl 230 in due strati con armatura in tessuto non tessuto, ripetuta anche sulla superficie orizzontale utilizzando una resina a densità inferiore.
5. Realizzazione di un ulteriore strato di resina di usura AUTOLIVELLANTE Wecryl 333.
6. Finitura e ottenimento del grip desiderato, stendendo un ultimo strato di prodotto Wecryl 488 e spruzzandovi sopra, ancora fresco, una miscela di materiale granulare decorativo ( Micro Chips).

Impermeabilizzazioni in resina anche per soluzioni parziali

Proprio la versatilità di applicazione e le doti di intima coesione con pressoché tutti i principali materiali da costruzione, consentono alle resine anche impieghi parziali, per la soluzione dei soli punti (i raccordi tra superfici orizzontali e verticali, ma non solo) di maggior difficoltà per altri sistemi, per il resto impiegati validamente sui campi privi di tali criticità. Ne nasce così un’ibridazione che, in alcuni casi, può venire incontro alle ragioni e alle necessità di economia di commesse, prettamente legate a ragioni funzionali.

 

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